Jorge Restrepo
Cali, Colombia, 1961

 

 

"Jorge Restrepo:
Molteplici approcci dello stesso operare"

                   

               



Jorge Restrepo: Molteplici approcci dello stesso operare

 

Jorge Jofre

 

A partire dal 2004, nei lavori  come “El rompecabezas de Emilio”, La Maquila in Galeras” o poco più avanti in “Alfombras”, la pittura coltivata con tanta cura da Jorge Restrepo, diventa soltanto un mezzo per veicolare le sue nuove inquietudini: essi gli hanno suggerito idee che vanno oltre la pittura.

 

Negli ultimi anni l'opera di Jorge Restrepo si è aperta progressivamente e spontaneamente a nuove possibilità tematiche ed espressive. L'artista è arrivato alla conclusione che l'impiego di colori e di forme dentro al rettangolo di una cornice, non soddisfa più nel suo insieme le sue incursioni nella creatività e invece gli impianti, le azioni performatiche e l'arte collettiva gli possono portare nuove e imprevedibili sfumature.

 

Nelle esecuzioni del colombiano, incominciano ad apparire poco per volta nuove idee; sguardi critici del lavoro, una pittura che evade dai sistemi tradizionali ed esce dal museo; opere che trasgrediscono il classico triangolo: autore-opera-pubblico; rilievi che privilegiano oltre il visivo ed il tatto; astrazioni coperte con manti  che  ci avvicinano al tema erotico.

 

Se per i greci l'arte era in gran parte fare...anche per Restrepo questa formula è valida; eseguire è quello che gli dà la possibilità di trovare nuovi approcci. Ed è senza dubbio che in questi molteplici approcci di uno stesso operare, si ancora l' estetica della sua opera.

 

Due sguardi critici del lavoro

 

Con “La Maquila en Galeras” (1), Jorge Restrepo, mette in scena la questione della “Maquila” centroamericana; un ricorso per ottenere mano d'opera a buon mercato al quale concorrono grandi imprese. Con questa  modalità  di lavoro,  l'antico artigiano o l'operaio specializzato sono sostituiti dall' “operaio di macchina”: lavoratore inesperto e poco qualificato che impara poche regole sul lavoro e produce quel poco che ha imparato a   fare: “un lavoratore obiettivamente meno caro...” (2)...soltanto un pezzo dell'ingranaggio.

 

E'così, che nel novembre del 2004, in Galeras, una località  distante da Tegucigalpa, forma con contadine della regione (3), un gruppo di lavoro al fine di produrre una pittura sopra un lungo rotolo di stoffa.  Jorge Restrepo, realizza previamente un disegno ispirato a motivi indigeni guatemaltechi. Ogni donna del gruppo, ripete lungo la tela appoggiata sul pavimento, la traccia iniziale eseguita da Restrepo, la quale si presenta come inizio di un lavoro lineare.

 

 

 

Pezzo per pezzo appare così un margine di colori vivaci; il gruppo unisce le sue forze e attua come una specie di rullo gigantesco che fa stampare il disegno sulla stoffa. La convergenza di tante diversità di qualità e abilità nell'uso della mano, fanno si che la stoffa presenti imperfezioni, le quali Restrepo ha qualificato come risorse che abbelliscono il lavoro e gli donano un qualcosa di rustico. Ad ogni modo, Jorge Restrepo non cerca soltanto di rendere concreta l'imitazione dalla “maquilaciòn” (mano d'opera a buon mercato) ma di superarla.  L'artista insegna alle sue operaie come debbono dipingere la tela, e istruisce sull'attività di dipingere. Mano a mano che avanza il lavoro, le donne passano da “unskilled” alla categoria di lavoratrici senza dubbio qualificate .

 

Anche se “La Maquila en Galeras” è stata puntualmente documentata tramite foto, la pittura continua ad essere inedita. Ma questo esempio di opera collettiva ha permesso al colombiano di posizionarsi per la prima volta all'interno della tematica del lavoro, su un itinerario poco frequentato, dove lo sfruttamento e la mancanza di giustizia sociale si palesano inevitabilmente.

 

In “Mayoreo” (Mercato rionale all'aperto) (4) opera successiva, Jorge Restrepo, progettò costruire un “impianto” in un grande mercato all'aperto di Tegucigalpa e portare così l'arte sulla strada: estrarla dal contesto dei musei e delle gallerie e trasferirla in uno spazio pubblico. Per fare ciò, deve cambiare strategia di lavoro su tela per poterla integrare in punti vendita; deve adattarla allo spazio del marcato trasformando le opere per quell'impianto, adottando un formato più stretto, ricorrendo a sfumature diverse, strofinando la superficie dei lavori per dare loro un' impronta di “usato”.

 

In “El Mayoreo”, Restrepo, non tratta soltanto l'idea di arte pubblica come successe precedentemente in “La Maquila en Galeras” ma determina un profondo sguardo critico del lavoro.

 

In “El Mayoreo”, le opere di Restrepo, condivisero lo spazio del mercato con prodotti  commestibili esposti per essere venduti. Malgrado questi prodotti siano differenti da un'opera d'arte per molteplici aspetti, il risultato dell'insieme mostrato in questo “impianto-mercato” costituisce un “pacchetto” di potenziali forze produttive.

 

Restrepo è stato in questo contesto, un lavoratore in più: un commerciante che porta i suoi prodotti al mercato, fuori dall'ambito della galleria o del museo.  L'artista colombiano, alla luce di quest'azione, ci ricorda che la sua opera è inevitabilmente una merce. Sorge l'antica idea dell'artista plastico che “lavora in cambio d'un salario”; che, per elaborare la sua merce realizza “un lavoro sporco con materiali che macchiano...” (5). E così, come in “El Mayoreo”, il suo creatore ci conduce con sguardo critico verso possibili riflessioni sulla questione dell'artista e del lavoro.

 

L'opera esce dal Museo

 

Fino a “El rompecabezas de Emilio” (Il rompicapo di Emilio) (6) aveva fatto appello ad una estetica determinata dal recupero di alcuni elementi della sintassi plastica e certe richieste che lo vincolavano inevitabilmente ad una pittura tracciata dalla percezione. Ma, in quest'opera sembra interrompere l'antico paradigma della sua pittura; apre lo sguardo a nuovi orizzonti.

 

Restrepo, colloca l'opera sul pavimento cambiando l'angolazione della visuale da parte del pubblico; offre anche la possibilità di giocare con l'opera, di costruire un grande puzzle avente come tema la biotecnologia...”Ogni opera rappresentava un gel, di quelli impiegati nella biotecnologia per vedere le barre formate dai geni negli studi molecolari” (7). Il pubblico viene invitato a mettere insieme il puzzle collocando le tessere nell'ordine predisposto oppure inventando nuove forme; creando varianti.

 

Per Restrepo,“El rompecabezas deEmilio” (Il rompicapo di Emilio) è un argomento valido per esprimere una grande metafora sulla scienza e la tecnologia ed il loro possibile legame con l'etica...discorso che riprenderà in “Biotecnologia y moral” (Biotecnologia e morale) (8) una realizzazione d'arte collettiva. Il “rompecabezas”, non è soltanto una grande metafora, ma, da un punto di vista rigorosamente plastico, è una risorsa che gli permette di uscire dal quadro da cavalletto e da quello tradizionale appeso in una sala di esposizione. In seguito a quest'opera, Jorge Restrepo, andrà scoprendo quasi spontaneamente i successivi passi che lo allontaneranno dai quadri di epoche precedenti.

 

Con “El Mayoreo” (Mercato rionale all'aperto) coprirà il passo successivo portando il quadro al mercato; in definitiva, lo fa diventare un oggetto d'arte “ di strada” e fa capire che un'opera può avere svariati destini. “Alfombra” (Tappeto) (9) darà un giro di vite” definitivo alla questione; metterà allo scoperto il carattere effimero e vulnerabile di certe opere.

 

“Alfombra” (Tappeto)  risponde alle caratteristiche di un “intervento pubblico”. Restrepo parte da un'antica tradizione propria dei paesi centroamericani: ogni famiglia realizza, in mezzo alla strada, tappeti di segatura tinta o di petali di fiori, sui quali passano le processioni della Settimana Santa. Tale usanza e molto legata alla propiziazione e alla richiesta di grazia.

 

L'opera in questione rassomigliava ad una sorta di grande mosaico, collocato in mezzo alla strada e realizzato dall'artista e da 14 giovani artisti che hanno lavorato partendo dal disegno originale di Restrepo aggiungendo alcune varianti nel colore e nell'uso degli stampi, che sono serviti per arricchire l'opera.  Il passaggio dei partecipanti alla cerimonia religiosa “interviene” nell'opera: le suole delle calzature trascinano i materiali che la compongono e inizia in questo modo il cammino della sua distruzione....“Il Museo uscì sulla strada (era già stato nelmercato), si buttò sul pavimento per essere strapazzato dal fervore dei credenti” (10).  Tale disfacimento del corpo dell'opera ci genera la sensazione che da parte dell' artista c'è stata la chiara intenzione di far prevalere l'idea sulle risorse materiali.... di incamminarsi con più chiarezza verso il concetto.

 

Restrepo registrò fotograficamente e con meticolosità: “Alfombra” (Tappeto), sia durante il processo di realizzazione come nel processo di distruzione da parte della processione dei credenti, documentando i diversi momenti ben sapendo che questa esecuzione del lavoro sulla strada è effimera e che è il mezzo che gli permette di portare l'opera fuori dal Museo, pertanto è necessario lasciare testimonianza di tale

evento.

 

Intellettuali, tatto e sensualità

 

Dopo le esperienze di “El Mayoreo” e “Alfombra” risulta chiaro che Restrepo ha scelto di praticare un'arte pubblica. Ciononostante e sicuramente per evitare le limitazioni, ritorna con altre opere nell'ambito delle gallerie e musei, esponendo in modo individuale o collettivo opere come Decoraciòn  para un intelectual de izquierda” (Decorazione per un intellettuale di sinistra), “Mas allà de lo tangible” (Oltre il Tangibile) e  “Artes visuales?” (Arti visive?).

 

In  “Decoraciòn  para  un  intelectual  de izquierda” (11), il colombiano costruisce uno  scenario  all'interno  del  Cafè Paradisso  di  Tegucigalpa (12) ...due   avventori seduti a  tavolino che  conversano. Alle loro spalle, si vede  un quadro che  Restrepo realizzò specialmente per l'occasione , dipinto su stoffa sgualcita raccolta in strada... un'altra pezza di stoffa è  sul  pavimento  sotto  il tavolo  a mo' di tappeto, serve solo da complemento per ambientare la scena e darle un certo significato.

 

“Decoraciòn para un intelectual de izquierda” è un'opera che altera il classico triangolo: autore-opera-pubblico. Se sono gli avventori che sedendosi sulle sedie formano parte dell'opera senza nemmeno rendersene conto, essi stanno determinando una nuova relazione: autore-decorazione-avventori-pubblico. E' così, che una parte del pubblico (coloro che si siedono sulle sedie) diventano attori nel contesto dell'opera (13).

 

Da “El rompecabezas de Emilio” (Il rompicapo di Emilio), Jorge Restrepo ha permesso che il pubblico toccasse la sua opera.... circostanza poco comune nell'ambito dei musei.  Fatto che si pone al centro della scena verso il 2005, quando l'artista realizza “Màs  allà  de  lo  tangible” (Oltre il tangibile) (14); una mostra formata da rilievi bianchi e astratti. Dobbiamo ricordare che, decenni addietro a parte alcuni artisti di El Di Tella (15) de Buenos Aires, (che hanno esposto lavori come “Revuelquese  y viva” (Roversciati e vivi): una struttura coperta di materassi che incitava il pubblico a giocarci) nessuno avrebbe mai considerato la possibilità di toccare le opere.

 

I rilievi di “Màs  allà de  lo tangible” (Oltre il tangibile), sono stati pensati da Restrepo per essere “letti” dal tatto. Se li consideriamo con lo sguardo del cognitivo dovremmo pensare che sono “simboli estetici” nella misura in cui vengono esplorate le  proprietà piane ed espressive delle risorse impiegate per modellarli.

 

Forse, dal punto di vista cognitivo, possiamo trovare la risposta al progetto dell'artista: più che rilievi sono simboli estetici che hanno bisogno di essere interpretati dal pubblico.. Immobili, quasi aspettanti, i bianchi rilievi di Restrepo hanno bisogno di essere scorsi in forma tangibile affinchè possano rivelarci qualcosa di più oltre la mera materialità delle cose.

 

“Artes visuales?”  (Arti visive?)  (16),  fa parte di una esposizione collettiva: “semantica”, realizzata in Spagna; dove ripropone il progetto dei rilievi astratti che questa volta presenta “coperti con mantelli ....il pubblico può introdurre le mani in una “manica” ed avere l'esperienza di cercare quello che c'è dentro...”(17). E' con “Artes visuales?” (Arti visive?) che Restrepo scopre che l'argomento del tangibile lo ha portato a concepire opere vincolate ad una estetica della sensualità.

 

I documenti fotografici dell'esposizione sono i nostri più chiari informatori al riguardo ...pareti bianche, una luce focalizzata che attiva il gioco di luci ed ombre. Il curatore di “Semantica”, Jaime Rodriguez, ha potenziato l'opera di Restrepo, sistemando l'ambientazione in modo da condurre lo sguardo nell'angolo della sala dove si trovano i tre rilievi coperti dai mantelli; dove il tessuto degli stessi genera un ritmico gioco di onde. C'è un certo clima di mistero nella scena e si intuisce che chi ne partecipa direttamente si sentirà spinto a esplorare sotto i  tessuti... quasi  a profanare l'intimità dei bianchi rilievi.

 

 

Buenos Aires, 15 agosto 2007

 

Citazioni e commenti

 

 

1. “La Maquilaen Galeras”. Galeras, Moroceli, FM, Honduras.  Documentada por Donaldo Altamirano 27/11/2004

 

2.  Coriat, Benjamìn, “El Taller y el  cronometro”  (Il laboratorio e il cronometro)  1979,  p. 31

 

3. “ Ho ingaggiato le donne mediante un contratto  di mercato  giusto (se in futuro le  stoffe  si vendessero, loro e la loro comunità riceveranno parte del denaro raccolto). I contratti  fanno parte dell'opera.., Jorge Jofre “Preguntas a Jorge Restrepo” (Domande a Jorge Restrepo, intervista virtuale), 30/7/2007

 

4. “El Mayoreo”  (Mercato  rionale  all'aperto).  Museo  del  Hombre Hondureño  y Embajada  de Colombia. Curatore: Carlos Lanza. Tegucigalpa, 23 e 24/ll/2005

 

5. Hauser,  Arnold “Historia Social de la Literatura y el Arte (Storia Sociale della  Letteratura e dell'Arte, per ampliare vedere capitolo “Poetas y Artistas en la Antiguedad” (Poeti e Artisti nell'Antichità).

 

6. “El rompecabezas de Emilio” (Il rompicapo di Emilio) Antologia della Arti Plastiche e visive di Honduras, “Ricardo Aguilar.  Galeria Nacional de Arte, Tegucigalpa, Honduras. 11/11 a l5/12/2004

 

7. “Preguntas a Jorge Restrepo” (Domande a Jorge Restrepo), op. Cit

 

8. “Biotecnologia y moral” (Biotecnologia e morale). Centro di Disegno e Architettura.CEDAC 2005

 

9. “ Alfombra” (Tappeto), Intervento pubblico.  Museo dell'Uomo Honduregno e Comune di Tegucigalpa, Honduras. 14/4/2006

 

10. “Preguntas a Restrepo” (Domande a Restrepo), op. Cit

 

11. “Toma uno”(Prendi uno)  Galeria Cafe Paradisso. Tegucigalpa, Honduras. 26/1 al 9/2/07

 

12. “Questo è stato il Caffè della classe intellettuale qui a Tegucigalpa...un  luogo  dove si  può vedere il migliore cinema e si può  discutere.  Dove  si legge  la migliore poesia  e,  dove  alcuni artisti nostri espongono  ogni  tanto  qualche loro opera”. “Preguntas a Restrpo” (Domande  a Restrepo) op. cit.

 

13. “ Trovandosi lì persone sedute, hanno fatto parte dell'opera...senza saperlo”, “Preguntas  a Restrepo”, (Domande a Restrepo) op. cit.

 

14. “Màs  Allà de lo tangible” (Oltre il Tangibile),  Esposizione di Pitture dedicata ai non vedenti. Alianza  Francesa di Tegucigalpa Honduras.  28/7 al 4/8/2005.  L'esposizione  è   stata portata anche all'estero. 

 

15. L'Istituto Di Tella (1958-1971) fu chiave nella cultura argentina  degli anni '60. Fra il 1963 e il 1968 si  sono  realizzati  in  questo Istituto : happenings, atti performatici, mostre di oggetti e notevoli esempi dell'arte concettuale.  Il Di Tella,  ebbe  influenza su artisti di  altre regioni  del mondo.

 

16. “Semantica”, Centro di Arte Moderna Casa Durò. Asturias, Spagna, 28/9 al 26/10/07

 

17. “Preguntas a Restrepo” (Domande a Restrepo) op.cit.  


                Traduzione di Mariela Ramos

  







I testi e le  fotografie presenti in questa pagina possono essere copiati parzialmente o nella loro totalità da qualsiasi utente per fini accademici, di apprendimento, oppure per uso personale, a condizione che non abbia come finalità la sua commercializzazione. Si ringrazia l'invio di notizie su citazioni e copie dei testi e su dove e quando sono stati utilizzati. L'artista si mette a disposizione per facilitare l'invio di copie di alcune fotografie di alta qualità a seconda della richiesta.

Web Hosting Companies