“Jorge Restrepo: Arte per nonni e bambini”
di Donaldo Altamirano, scrittore
Tegucigalpa, 8 aprile 2008
Jorge Restrepo
“Arte per nonni e bambini”
Donaldo Altamirano
1. La diaspora dei concetti artistici
Il colombiano Jorge Restrepo è un artista che appartiene in pieno al XXI secolo, perchè con i tempi che corrono, l'immagine dell'artista visivo è cambiata in modo drastico e radicale. L'artista della nostra epoca (lenta in alcuni casi ed accelerata in altri) non è più l'arcaico artigiano medievale, che lavora nella sua officina, affezionato ai temi, materiali e tecniche tradizionali, stretto nella consultazione di modelli classici e limitato ad una comunicazione domestica con i suoi colleghi, discepoli, aiutanti e modelli, ma è diventato l'intellettuale informato, l'investigatore sperimentale che vive aggiornato su tutti gli sconvolgimenti e le vibrazioni più sottili del nostro mondo, di reti di comunicazione globale e tecnologia digitale.
Per meglio dire, Jorge Restrepo è un artista di convergenze e divergenze, interessi, assimilazioni e simpatie eterogenee, dove si danno appuntamento, si allacciano e si fondono i concetti tradizionali con le più dinamiche inquietudini, dove si profilano il presente ed il futuro della creazione visiva.
In questo modo, analizzare l'insieme della produzione di Restrepo, ci rimanda obbligatoriamente dai ricorsi ad ampio spettro, alle definizioni dei concetti e alle nozioni prestabilite, dal momento che la sua opera abbraccia dalla espressione tradizionale della pittura su cavalletto realizzata su tela con pennelli e pigmenti acrilici fino alle azioni puramente concettuali, la performance, l'impianto, il ready made, l'azione artistica collettiva in grado di organizzare un concerto di massa da e verso 240 telefoni cellulari; presentare una esposizione per non vedenti, promuovere una una eterodossa mostra internazionale di arte-posta, ,articolare la realizzazione di un inusitato tappeto di segatura per le processioni religiose della settimana santa, convocare una miriade di pittori per realizzare un'opera congiunta ed unica, dirigere un insieme di donne di bassa scolarizzazione per dipingere, d'accordo con le sue istruzioni, una tela di nove metri di lunghezza o per organizzare un'esposizione d'arte contemporanea in un affollato mercato cittadino (popoloso come una novella di Balzac) dove il colore astratto delle sue tele dipinte si assimila in modo naturale, biologico, organico, con le verdure, frutti, carni, pesci, fritture dal sapore popolare.
Di sicuro, ciascuna di queste espressioni rivela una sfaccettatura interiore dell'artista, insieme compongono un poliedro dinamico, dove nascono relazioni molteplici e complesse. Ognuno di questi aspetti e modalità è stato oggetto di una evoluzione propria. Come risultato di un'attività tanto varia, immaginativa e inimmaginabile, vediamo il profilo di un artista complesso, pieno di inventiva, di trovate e sorprese, la cui definizione concettuale rappresenta una sfida, un'ordalia vuole essere assimilata e sintetizzata dalla erratica critica locale ( da quei barlumi teorici, inesattezze d'espressione e conclusioni affrettate, di cui il nostro artista non ha potuto liberarsi).
Jorge Restrepo è un appassionato, creativo e sorprendente artista concettuale, esploratore di possibilità inedite, innovatore di concetti, che applica e sviluppa categorie estatiche relativamente innovative come quelle degl'impianti, arte collettiva, arte a distanza, performance, azione artistica, trouvaille. E' però anche di norma, un pittore tenace, consistente e disciplinato, fino a toccare i limiti della ossessione doverosa.
2. Un banco di pesci festanti, o l'ineffabile piacere di essere nonno
La creazione, ogni processo creativo (Dio Padre lo sa meglio di tutti e non permetterà mai che io menta) è sempre un gioco, soltanto un gioco, indipendentemente da ciò durante il suo sviluppo riesce a trascinarci fino a conseguenze impensabili.
Da un altro lato, l'assimilazione delle espressioni astratte richiede meno erudizione che sensibilità e facoltà immaginativa. Ce lo dimostrano i voli creativi dell'astrazione precolombiana. Dovrà essere valida a titolo di abbondante esempio, la ricchissima varietà di disegno, l'ampio prisma significativo della ceramica nazca dell'altopiano andino o, per riportarci ad un esempio più vicino, la ceramica luna dell' istmo di Rivas e della penisola Nicoya, nella nostra America Centrale.
Per la sua mostra iniziale ai margini australi del lago Xolotlàn, realizzata nella Galleria Codice, Jorge Restrepo ha deciso di presentarci una collezione di tele di variopinti colori e vigoroso disegno astratto, la quale è stata dedicata e indirizzata in prima istanza alla popolazione, infantile di Managua. Dedica che, osservata attraverso pregiudizi, potrebbe sembrare incongruente o quanto meno paradossale.
Non è questa la prima volta che l'anima e l'universo dei bambini figurano come motivazione decisiva e come fattore scatenante nell'opera dell'artista colombiano. Possiamo segnalare come antecedente chiave: “Rompicapo per Emilio”, un insieme di sedici pannelli astratti dipinti in acrilico, in occasione della nascita del suo primo nipote, opera che l'artista ha presentato nell'Antologia delle Arti Plastiche in Honduras nell'edizione dell'anno 2004. Straordinarie sfaccettature creative le quali si ispirano all'arte squisita di essere nonno, come avrebbe detto il poeta Victor Hugo. Così come l'avvertimento opportuno che ci fa il Vangelo, quando ci segnala il necessario ritorno all'infanzia come requisito d'ingresso nel regno dei cieli.
Nelle tele che l'artista espone ora in Nicaragua, possiamo avvertire con un semplice sguardo, ma con premura indagatrice, la danza di una miriade di elementi sciolti, una fitta rete di linee discontinue, una trama variegata di forme variopinte, fuggitive e disperse, composizione astratta che si diverte nel suggerire e provocare associazioni, evocando analogie, più che preoccuparsi di definire forme o figure naturali o schemi artificiali.
Dobbiamo tenere in mente che questa è un'opera di culmine che propone la possibile chiusura d'un prolungato gioco di sperimentazione a partire dal congiungere particolari geometrici e ordire contrasti colorati, disciplina ludica per colmare una lenta fase nel percorso precedente dell'artista. In primo luogo possiamo notare in questa fase finale confrontata ai momenti precedenti, una rottura della sola composizione geometrica, della restrizione a tracciati quadrangolari, al sistema di piani verticali ed orizzontali. In effetti, altri elementi sono entrati a determinare il gioco. Bisogna sottolineare il predominio strutturale delle linee curve, dei ritmi ondulanti, le spirali, le forze centripete e centrifughe che raggruppano le innumerevoli particelle. Infine la presenza di punti di diverse misure che offrono il necessario sostegno di contrappunto (mi si passi il gioco di parole) al movimento massivo totale.
3. Per bambini nella prima, seconda e terza infanzia
Il ricorrere a occhiali di terza dimensione potrebbe essere un mezzo di divertimento soltanto infantile, tastando così i limiti dell'esagerazione con il gioco creativo e fino ad un certo punto lo sono. Gli occhiali fanno parte del gioco gioioso e con queste pitture ci sfidano a riscattare la fresca visione infantile la quale dovrebbe riposare indenne in qualche abisso profondo della nostra serietà adulta.
Ma nel fondo di questo gioco soggiace qualcosa di più. Si osservi con spregiudicata attenzione e si noterà che con l'aiuto degli occhiali, oltre all'inconsueto rilievo del plusvalore di profondità quasi tangibile nella quale si inabissano le composizioni, si rivela la strategia strutturale che ha portato queste pitture fino alla loro immagine finale. Ogni composizione ci mostra come da un sistema frazionato di strutture sovrapposte, risulta un tratto manifesto tra i suoi vettori, alcuni strati di pittura rompono l'equilibrio che potrebbe stabilizzare altri che soggiacciono: Come in un sistema scaglionato di strati geologici o atmosferici . Il risultato finale è una trama di piani le cui divergenze si contrappongono e stabilizzano, somiglianti ad un bilanciato sistema di forze concatenate. Un sistema biosferico popolato da tracce di pennello, una felice congruenza di complementari elementi di colore. Uno macchia migratoria di uccelli o farfalle, una coreografia di banchi di pesci, un ondeggiare di coralli marini, un volo intercontinentale di spore, una scia di polline e di polvere di stelle, che segue per inerzia il volo della coda di meteore invisibili, un fervore molteplice di inedite varietà botaniche.
Possiamo notare inoltre che persistono le linee strutturali, linee matematiche discrete, linee punteggiate che orientano la ricerca visiva, il percorso organizzativo dei nostri sguardi.
Per il resto, non è necessario andare più in là. I suggerimenti strutturali sono precisamente quelli. La poetica dello spazio riportato esige che qualsiasi analogia si arresti alle soglie della similitudine. E' questa una pittura libera dalla tirannia dei rigidi termini figurativi, dalle esigenze formali di realismo, surrealismo e iperrealismo. E' necessario percepire ed assimilare queste opere liberamente e senza pregiudizi, caratteristiche che nella mente infantile giacciono affacciate alla coscienza.
Dunque, perchè una mostra d'arte tanto sofisticata per bambini? Non ci aspettiamo risposte univoche. Facciamo notare che questo nuovo orientamento da parte del pubblico spettatore forma parte d'una strategia d'inserimenti, la quale tende ad incorporare una serie di settori sociali che tradizionalmente sono considerati alieni al processo delle arti, messi da parte da tacite e radicate esclusioni. Iniziativa ardita che, nel percorso di Restrepo, ha già precedenti notevoli: arte per non vedenti, arte per la prosaica e assorta popolazione dei mercati, arte per gli affaticati portatori di cartoline natalizie, arte per gl'incalzanti utenti di telefonia digitale, conseguentemente, all'interno di questo contesto e specialmente: arte che va direttamente verso le menti più fresche e di più tenera ricettività.
Esposizione per bambini dove l'inserimento di genitori, zii, nonni è stato contemplato e deliberato come complemento imprescindibile, più che come mera possibilità. Adulti con mentalità fresca, con la mente pulita, lo sguardo incontaminato, che conservino intatta la capacità di gioire della freschezza e della purezza di un gioco intellettuale sano, spoglio di pretese di accanito formalismo.
In Nicaragua, dove i nostri più prolifici poeti nazionali hanno dimostrato una speciale ricettività alle incitazione dell'arte e una capacità straordinaria al dialogo con il mondo della forma, il disegno e il colore (ricordiamo le cronache e gli articoli sull'arte di Rubèn Darìo; le riproduzioni di Pablo Antonio Cuadra sui motivi in ceramica precolombiana, i murali USA ed altre magistrali collezioni di mostri e reperti di Carlos Martìnez Rivas, i molteplici elementi plastici di Lizandro Chàvez Alfaro, il lavoro di commentatore critico sviluppato da Alvaro Urtecho...etc) le proposte più audaci di Jorge Restrepo, le sue innovazioni più ardite, troveranno un clima propizio di terreno appena coltivato, un ambiente favorevole i quali susciteranno entusiastica accoglienza come quella che avrà il suo disciplinato bagaglio di risorse, l'impiego delle tecniche ed i metodi tradizionali.
Per il momento, diamo il benvenuto, salutiamo con simpatia e affetto, accogliamo con entusiasmo colui che, con fare cordiale, amichevole e solidale, ha voluto condividere con i nostri bambini di tutte le età i suoi ferventi desideri, le sue inquietudini radicate, il suo inesauribile entusiasmo creativo.
Tegucigalpa, 8 aprile 2008
Traduzione di Mariela Ramos
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